Storia

Il Centro Nazionale di Studi Cateriniani (dal 2008 Centro Internazionale di Studi Cateriniani) fu fondato a Roma nel 1940 da Mario Felice Bianchi (1885-1966), pubblicista e animatore di numerose iniziative cateriniane, tra cui la Corporazione dei Caterinati (1926).

Al momento della sua fondazione il Centro Studi Cateriniani ebbe sede, a Roma, alla Salita del Grillo, accanto al luogo in cui nel 1574 era stata trasferita la comunità di Terziarie domenicane rimaste nella casa di via del Papa.

M. Bevilacqua – A. Parente, Santa Caterina da Siena a Magnanapoli. Arte e storia di una comunità religiosa romana nell’età della Controriforma, Roma 20092.

Il Centro Studi si trasferì poi in sedi diverse, sempre non lontano dalla basilica di S. Maria sopra Minerva dove è il sepolcro di Caterina, e dal 2002 al 2016 ha avuto sede nella casa di via del Papa (oggi piazza S. Chiara 14), dove Caterina ha abitato negli ultimi mesi della sua vita, dall’estate del 1379 fino alla morte (29 aprile 1380); al pianterreno di quello stabile, via via trasformato dalle successive ristrutturazioni, si conserva la Cappella detta del Transito di santa Caterina da Siena.

D. Giunta, Le dimore romane di Caterina da Siena, in Caterina da Siena a Roma, “Quaderni del Centro Nazionale di Studi Cateriniani” 15, 2008, pp. 21-39.

A. Cartotti Oddasso, La dimora romana di S. Caterina da Siena, “L’Urbe” 24/1, 1961, pp. 9-20.

A. Zucchi, Roma domenicana. Note storiche, I, Firenze, 1938, pp. 16-40.


Il 28 marzo 1963, su richiesta di Mario Felice Bianchi, il compito di animatrice e Presidente del Centro Nazionale di Studi Cateriniani fu assunto da Luigia Tincani (1889-1976), che fin dal 1933 aveva dato inizio a una piccola attività editoriale (le “Edizioni Cateriniane”) e dopo la guerra (marzo 1947), in concomitanza con il centenario della nascita di s. Caterina da Siena, aveva iniziato la pubblicazione delle collane “Quaderni Cateriniani” e “Corona Aurea”.

Nell’aprile 1963 furono pubblicati quattro “Quaderni Cateriniani”, tra cui uno scritto della stessa Luigia Tincani, S. Caterina da Siena per la Chiesa e per il Papa.

Tra i primi soci e sostenitori del CNSC vi furono i domenicani P. Luigi Ciappi, teologo della Casa Pontificia, P. Antonino Silli e P. Tarsicio Piccari (segretari dell’Istituto d’Arte “Beato Angelico” presso il convento di Santa Maria sopra Minerva), la saggista Adriana Cartotti Oddasso e gli italianisti Giorgio Petrocchi e Umberto Marvardi.

Al 1978 risale il primo Statuto, conforme alle direttive del Ministero della Pubblica Istruzione. Dal 2009 è stato in vigore un nuovo Statuto, fino all'attuale redazione (2017).

Il 30 aprile 1962, sugli spalti di Castel Sant’Angelo, fu inaugurato il Monumento a santa Caterina, di cui il CNSC, in stretta collaborazione con la Famiglia Domenicana, si era fatto promotore, affidando l’opera allo scultore Francesco Messina. La statua marmorea esprime efficacemente la sollecitudine che nei giorni più drammatici dello scisma allora scoppiato a Roma sospinge Caterina verso la basilica di San Pietro, mentre i bassorilievi evidenziano alcuni momenti della sua missione. Dal 1962 in poi, ogni 29 aprile, presso il Monumento il Comune di Roma offre un omaggio floreale alla Patrona della città con una cerimonia pubblica. 

Fin dal 1963 fu Vice presidente del CNSC Giuliana Cavallini (1908-2004), divenuta poi Direttrice del Centro al fianco della seconda Presidente, Anna Maria Balducci. Giuliana Cavallini ha innovato gli studi cateriniani su solide fondamenta filologiche, incentratesi sull’edizione del Dialogo (1968; 19952) e delle Orazioni (1978). La sua feconda collaborazione con studiosi italiani e stranieri si è articolata anche in una fitta rete di conferenze e cicli di lezioni tenute in Italia e all’estero. 

S. Boesch Gajano, Giuliana Cavallini e gli studi cateriniani: il senso di una svolta, in La donna negli scritti cateriniani: dagli stereotipi del tempo all’infaticabile cura della vita, Quaderni del C.I.S.C. 3, Firenze: Nerbini, 2011, pp. 79-90.

E. Musso, Il contributo di Giuliana Cavallini agli studi cateriniani: uno sguardo retrospettivo e prospettivo.

Agli studi filologici si è ben presto collegata la ricerca iconografica, curata da Lidia Bianchi e poi da Diega Giunta, succeduta a Giuliana Cavallini nella direzione del CISC.

Letto 3615 volte Ultima modifica il Lunedì, 11 Settembre 2017 11:31
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